Il blog di DiRete

Mail con tanti destinatari

Messaggio terroristico a fin di bene: quando ricevete una mail con 50 destinatari nel campo A o nel campo CC siete già nei guai.
Perché?!?

Perché tutti i 50 destinatari di quella mail da quel momento in poi conoscono il vostro indirizzo. Basta che uno solo di loro prenda un virus e succederanno le seguenti cose:

  • il virus cattivone spedirà una copia di se stesso agli altri 50 sfortunati
  • il virus manderà i 51 (sì, anche quello del mittente) indirizzi ad un altro brutto ceffo che si divertirà a mandarvi la pubblicità del Viagra o meglio a rivendere il vostro indirizzo ad altri ceffi più cattivi ancora (i famigerati spammer)

Quindi mandare mail a 50 persone usando i campi A o CC non va bene. Lasciando perdere le implicazioni per la privacy, vediamo qual è il modo giusto per farlo.
Basta creare una mail che abbia come destinatari (campo A) voi stessi e nel campo CCN tutti gli altri. (CCN vuol dire Copia Carbone Nascosta – BCC, in inglese).

Il problema è che molti programmi di posta non mostrano il campo CCN. Farlo comparire è semplice:

  • Con Outlook Express: Visualizza -> Tutte le intestazioni [ALT+B]
  • Con Outlook 2007: Opzioni -> Mostra CCN
  • Con FirstClass: Visualizza -> Mostra BCC [CTRL+B su Win, mela+B su Mac]
  • Su Mac, con Mail: Vista -> Campo indirizzo CCN [opz+mela+B]

E su Linux? Beh, se sapete usarlo sapete anche mandare una mail 😉

Per approfondire potete leggere la differenza tra A, CC, CCN (in inglese TO, CC, BCC): ci sono motivi formali oltre che tecnici…

L’importanza della manutenzione

Questo post avrebbe dovuto essere diverso. Avremmo dovuto parlare di come è stato bravo Marcello Belletti di Logotomica a rendere la nostra vecchia Opel Astra SW un gioiellino. Avremmo potuto parlare di quanto sia stato professionale e cortese il titolare di Gardaincisioni.

Ed invece no, la nostra prima auto aziendale con ogni probabilità ci ha lasciato prematuramente: abbiamo grippato e la riparazione probabilmente sarà troppo dispendiosa per il suo valore economico (che valeva meno degli adesivi, va detto).

Ma il valore affettivo, quello non si può calcolare. L’avevamo battezzata Auto01 sprecando due cifre a voler sottolinerare manie di grandezza, ansia di crescità ma, soprattutto, a voler evitare il millennium bug nella numerazione delle auto. Ed invece siamo qui a piangere sul latte versato. O forse sull’acqua che non abbiamo versato nel radiatore.

Dalla rabbia alla tristezza per un’amica che ci lascia: ora dobbiamo fare tesoro dell’esperienza ed imparare l’importanza della manutenzione dell’auto. E dobbiamo anche ricordarci dell’importanza di una assicurazione che comprenda il carro attrezzi in autostrada.

Come sta il vostro server? Da quanto tempo non lo fate aprire a nessuno per togliere la polvere?
Siete coperti da garanzia? Quanto costerebbe perdere dati ben più importanti di un’Opel Astra del ’98?

Auto 01 ignara del suo terribile destino

Nella foto si intravede Stefano che guarda soddisfatto quanto ERA bella auto01 dopo il lifting.

Perché un blog?

Prima di partire con il progetto del blog ci siamo chiesti se era il caso di farlo, quale era lo scopo.

Inutile dire che parecchia colpa ce l’ha il solito Gigi che un anno fa quasi con la sua serata a tema sul blog ci aveva fatto venire l’acquolina in bocca. Ma i tempi non erano maturi. Il nostro sito faceva pietà e poi, forse, non ci interessava comunicare come invece abbiamo cominciato da qualche tempo a questa parte.

La cosa bella è che ognuno può fare del blog quello che gli pare. Non c’è un ente certificatore (ma se lo inventeranno, son sicuro) che mette il bollino.

Abbiamo pensato che se è vero che su DiRete “puoi contarci” forse è anche interessante stabilire un canale di comunicazione più diretto con i nostri clienti, con chi ci segue da lontano e con chi ancora cliente-non-è-ma-lo-sarà-venghino-siòri-venghino. Scherzi a parte, se ci si conosce meglio si lavora meglio: il blog può aiutare sicuramente.

In questi quattro anni si sono costruitre molte relazioni che sono diventate anche personali e anche questo può essere un buon motivo: (continuare) a coltivare delle relazioni, dunque.

Non sono un lettore accanito di blog ma ogni tanto apro quelli delle persone che mi interessano, mi incuriosiscono e posso rapidamente rispondere alla domanda “Cosa starà combinando Maurizio?

Se riusciremo a rispondere a questa domanda, o meglio, se qualcuno di voi si porrà la domanda… beh, sarà già un risultato.

A tal proposito è successo qualcosa ad auto01… passo la parola al prossimo!

Prima conti su di noi

DiRete – “Puoi contarci”.

Quanto tempo, quanto lavoro (grazie, Gigi) prima di arrivare a quella frasetta sotto al logo, quella che dovrebbe raccontare chi è l’azienda in pochi secondi, per intenderci. Non mi perdo nelle differenze tra pay-off e claim che non mi sono del tutto chiare… ma è stato un lungo cammino che ci ha portato ad una profondo esame di coscienza.

Sabato in tv sento che UniCredit Banca ha scelto “Posso contarci”.

Lì per lì mi sono arrabbiato. Poi in realtà ho pensato che si possa vedere come una conferma della validità della scelta: se anche altri ci sono arrivati per vie diverse non può che essere così. Possiamo dire di essere come la Settimana Enigmistica “Il settimanale che vanta innumerevoli tentativi di imitazione”?

Gli facciamo causa? Ci faranno causa? Per fortuna lavoriamo su ambiti diversi e quindi penso che non se ne farà nulla (noi siamo arrivati prima ed abbiamo di meglio da fare che intentare cause a grandi gruppi bancari). Caviamocela dicendo che siamo come Bell e Meucci.

Su www.unicredit.it non c’è traccia del “Posso Contarci”. www.unicreditbanca.it non è raggiungibile e dalla cache di Google leggo “Benvenuto in una banca. Una grande banca.”.

Con calma magari spiegheremo il percorso che abbiamo fatto…

Miro esce in versione 1.0

Finalmente esce la versione 1.0 di Miro, un player multimediale che vi permette di accedere a numerosi contenuti “televisivi” con un’interfaccia veramente semplice. Disponibile per Windows, Mac e Linux.

Potete creare il vostro canale mettendo insieme i programmi proposti dal sito di Miro, dal vostro hard disk ma anche scegliendo delle parole chiave da ricercare su Youtube.

Non ultimo Miro è open source e aperto anche dal punto di vista dei contenuti: chiunque può pubblicare su Miro.
Sono anche disponibili filmati in alta definizione.

Un programma paragonabile è Joost ma le differenze sono tutte dalla parte di Miro. Ovviamente anche la fonte è di parte.

Comunque Miro, Joost e Youtube vengono parecchi anni dopo Radio OnDe! E quella era molto meglio… ma forse qui sono io quello ad essere di parte… era il 1999 quando l’abbiamo messa in piedi.

Bill non legge questo blog.

Proprio l’altro giorno sottolineavo quanto mi piaccia il fatto che esista una sola versione di Mac OS X.

La notizia che leggo ora sulle 8 (sì, 8!) versioni di Windows Server 2008 mi fa venire il latte alle ginocchia. Si potrà scegliere tra:

  1. Standard
  2. Enterprise
  3. Datacenter

(se contiamo che esistono nella versione con o senza la tecnologia di virtualizzazione Hyper-V arriviamo a 6).
Concludono la collezione:

  • Web server
  • Windows Server 2008 for Itanium

Ovviamente le varie versione costano diversamente a seconda delle prestazioni. Si va dai 479$ ai 2999$.
Credo sia giusto chiedere un impegno economico maggiore a realtà di dimensioni ed esigenze importanti. Ma questo già avviene con le CAL (le licenze da acquistare in proporzione al numero di client che si collegano).

Ma perché complicare ulteriormente la vita ai propri clienti? E adesso aspettiamo news sulle versioni Small Business. Quante ce ne saranno?

Per approfondimenti vi rimando al sito di chi non legge questo blog.

Helpdesk medievale

Il video che vedrete qui sotto mi è stato segnalato da un’informatica. Ha ovviamente fatto il giro tra di noi alla velocità della luce. Volevamo pubblicarlo sul blog ma poi abbiamo pensato che forse potesse essere offensivo per i clienti per i quali siamo noi a fare helpdesk.

Poi, però, l’ho fatto vedere alla mia ragazza e lei, ovviamente, lo ha interpretato dal SUO punto di vista. “Vedi, Cristiano, mi sento esattamente così quando viene il tecnico dei computer da noi”. E non rideva affatto, anzi, era un po’ angosciata.

E poi il babbo, che faceva consulenza sulle paghe, mi dice sempre: “Ricordati che se tutte le domande fossero difficili la tua vita sarebbe difficile.”

E poi, come diceva Totò, nessuno nasce imparato. Provate a chiedermi di fare un cedolino… 😉

[youtube Rm9SkbhPfE4]

Traduzione o localizzazione?

Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un simpatico messaggio di errore dell’applicativo Gestionale2 di Zucchetti.

La password di accesso era scaduta e, sebbene non ne avessi voglia, ho provveduto al cambio. Diciamo sempre ai clienti che è obbligatorio cambiarla frequentemente e cerchiamo di far capire l’importanza dell’operazione con la campagna di Klaus Schimmer di Sap (conosciuta tramite Gigi): “Le password sono come le mutande” : Più lunghe sono meglio è. Non lasciarle in giro. Cambiale spesso.

La pigrizia, però, ha preso il sopravvento e per evitare di dover generare una nuova password e seguire tutta la ns. procedura interna per le modifiche … ho provato a reimpostare una parola d’ordine uguale alla precedente.

E’ quindi intervenuta la giustizia informatica: dai clienti impostiamo il controllo per evitare questa diffusa prassi ed il software ha fatto lo stesso con me. Guardate però con che messaggio mi è stato comunicato l’errore:

Non vale mica!

E’ traduzione o localizzazione? Sappiamo tutti che è un liscio del traduttore, ma è affascinante pensare che il software, capendo che sta lavorando in provincia di Brescia, si sia adattato!  Ci fosse stato un “pòta” in fondo sarebbe stato il massimo!

Alleggerire il Mac

Una delle cose che mi piace di Max OS X è che esiste in una sola versione (mentre esistono 5 versioni di Vista).

E poi lo stesso DVD permette l’installazione in diverse le lingue.
Bella idea. Ma se ci pensiamo bene… alla fine ognuno usa una sola lingua, la propria. Tutte le altre occupano solo spazio.

Se vogliamo quindi liberare tale spazio Monolingual fa al caso nostro. Semplice ed efficace: ho recuperato quasi 1 GB eliminando tutte le lingue tranne l’italiano e l’inglese!

Si apprezzano le cose quando non ci sono

LA ADSL QUERCIA CADUTA

Dov’era l’ombra, or sè la quercia spande
morta, ne più coi turbini tenzona.
La gente dice: Or vedo: era pur grande!
Pendono qua e là dalla corona
i nidetti della primavera.
Dice la gente: Or vedo: era pur buona!
Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto ……….. d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.

… dice Pascoli.

La corrente elettrica, l’acqua, il gas si danno per scontati. E nelle aziende tutti danno per scontato che i dati ci siano, che i virus non si prendano… e che l’ADSL “stia su”.

Son diversi giorni che alcune aziende nostre clienti hanno l’ADSL che va a singhiozzo.

E’ facile dare la colpa a mamma Telecom (tra l’altro lo hanno ammesso i suoi tecnici).

Ma forse val la pena fare anche una riflessione: dovevamo insistere di più per una connettività alternativa di backup? Per quasi tre anni non ci sono stati disservizi significativi. Dovevamo insistere? Credo di sì.

E la prossima volta come farò a convincere il cliente a spendere qualcosa in più (per il proprio bene)?

Con chi si è scottato sarà facile (mi spiace ma è così).
E con gli altri? Forse potrei dirgli che da 3 anni e mezzo DiRete paga l’assicurazione antincendio.

E continuerà a pagarla sperando che non serva mai.