Il blog di DiRete
Prima conti su di noi
DiRete – “Puoi contarci”.
Quanto tempo, quanto lavoro (grazie, Gigi) prima di arrivare a quella frasetta sotto al logo, quella che dovrebbe raccontare chi è l’azienda in pochi secondi, per intenderci. Non mi perdo nelle differenze tra pay-off e claim che non mi sono del tutto chiare… ma è stato un lungo cammino che ci ha portato ad una profondo esame di coscienza.
Sabato in tv sento che UniCredit Banca ha scelto “Posso contarci”.
Lì per lì mi sono arrabbiato. Poi in realtà ho pensato che si possa vedere come una conferma della validità della scelta: se anche altri ci sono arrivati per vie diverse non può che essere così. Possiamo dire di essere come la Settimana Enigmistica “Il settimanale che vanta innumerevoli tentativi di imitazione”?
Gli facciamo causa? Ci faranno causa? Per fortuna lavoriamo su ambiti diversi e quindi penso che non se ne farà nulla (noi siamo arrivati prima ed abbiamo di meglio da fare che intentare cause a grandi gruppi bancari). Caviamocela dicendo che siamo come Bell e Meucci.
Su www.unicredit.it non c’è traccia del “Posso Contarci”. www.unicreditbanca.it non è raggiungibile e dalla cache di Google leggo “Benvenuto in una banca. Una grande banca.”.
Con calma magari spiegheremo il percorso che abbiamo fatto…
Miro esce in versione 1.0
Finalmente esce la versione 1.0 di Miro, un player multimediale che vi permette di accedere a numerosi contenuti “televisivi” con un’interfaccia veramente semplice. Disponibile per Windows, Mac e Linux.
Potete creare il vostro canale mettendo insieme i programmi proposti dal sito di Miro, dal vostro hard disk ma anche scegliendo delle parole chiave da ricercare su Youtube.
Non ultimo Miro è open source e aperto anche dal punto di vista dei contenuti: chiunque può pubblicare su Miro.
Sono anche disponibili filmati in alta definizione.
Un programma paragonabile è Joost ma le differenze sono tutte dalla parte di Miro. Ovviamente anche la fonte è di parte.
Comunque Miro, Joost e Youtube vengono parecchi anni dopo Radio OnDe! E quella era molto meglio… ma forse qui sono io quello ad essere di parte… era il 1999 quando l’abbiamo messa in piedi.
Bill non legge questo blog.
Proprio l’altro giorno sottolineavo quanto mi piaccia il fatto che esista una sola versione di Mac OS X.
La notizia che leggo ora sulle 8 (sì, 8!) versioni di Windows Server 2008 mi fa venire il latte alle ginocchia. Si potrà scegliere tra:
- Standard
- Enterprise
- Datacenter
(se contiamo che esistono nella versione con o senza la tecnologia di virtualizzazione Hyper-V arriviamo a 6).
Concludono la collezione:
- Web server
- Windows Server 2008 for Itanium
Ovviamente le varie versione costano diversamente a seconda delle prestazioni. Si va dai 479$ ai 2999$.
Credo sia giusto chiedere un impegno economico maggiore a realtà di dimensioni ed esigenze importanti. Ma questo già avviene con le CAL (le licenze da acquistare in proporzione al numero di client che si collegano).
Ma perché complicare ulteriormente la vita ai propri clienti? E adesso aspettiamo news sulle versioni Small Business. Quante ce ne saranno?
Per approfondimenti vi rimando al sito di chi non legge questo blog.
Helpdesk medievale
Il video che vedrete qui sotto mi è stato segnalato da un’informatica. Ha ovviamente fatto il giro tra di noi alla velocità della luce. Volevamo pubblicarlo sul blog ma poi abbiamo pensato che forse potesse essere offensivo per i clienti per i quali siamo noi a fare helpdesk.
Poi, però, l’ho fatto vedere alla mia ragazza e lei, ovviamente, lo ha interpretato dal SUO punto di vista. “Vedi, Cristiano, mi sento esattamente così quando viene il tecnico dei computer da noi”. E non rideva affatto, anzi, era un po’ angosciata.
E poi il babbo, che faceva consulenza sulle paghe, mi dice sempre: “Ricordati che se tutte le domande fossero difficili la tua vita sarebbe difficile.”
E poi, come diceva Totò, nessuno nasce imparato. Provate a chiedermi di fare un cedolino… 😉
[youtube Rm9SkbhPfE4]Traduzione o localizzazione?
Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un simpatico messaggio di errore dell’applicativo Gestionale2 di Zucchetti.
La password di accesso era scaduta e, sebbene non ne avessi voglia, ho provveduto al cambio. Diciamo sempre ai clienti che è obbligatorio cambiarla frequentemente e cerchiamo di far capire l’importanza dell’operazione con la campagna di Klaus Schimmer di Sap (conosciuta tramite Gigi): “Le password sono come le mutande” : Più lunghe sono meglio è. Non lasciarle in giro. Cambiale spesso.
La pigrizia, però, ha preso il sopravvento e per evitare di dover generare una nuova password e seguire tutta la ns. procedura interna per le modifiche … ho provato a reimpostare una parola d’ordine uguale alla precedente.
E’ quindi intervenuta la giustizia informatica: dai clienti impostiamo il controllo per evitare questa diffusa prassi ed il software ha fatto lo stesso con me. Guardate però con che messaggio mi è stato comunicato l’errore:

E’ traduzione o localizzazione? Sappiamo tutti che è un liscio del traduttore, ma è affascinante pensare che il software, capendo che sta lavorando in provincia di Brescia, si sia adattato! Ci fosse stato un “pòta” in fondo sarebbe stato il massimo!
Alleggerire il Mac
Una delle cose che mi piace di Max OS X è che esiste in una sola versione (mentre esistono 5 versioni di Vista).
E poi lo stesso DVD permette l’installazione in diverse le lingue.
Bella idea. Ma se ci pensiamo bene… alla fine ognuno usa una sola lingua, la propria. Tutte le altre occupano solo spazio.
Se vogliamo quindi liberare tale spazio Monolingual fa al caso nostro. Semplice ed efficace: ho recuperato quasi 1 GB eliminando tutte le lingue tranne l’italiano e l’inglese!
Si apprezzano le cose quando non ci sono
LA ADSL QUERCIA CADUTA
Dov’era l’ombra, or sè la quercia spande
morta, ne più coi turbini tenzona.
La gente dice: Or vedo: era pur grande!
Pendono qua e là dalla corona
i nidetti della primavera.
Dice la gente: Or vedo: era pur buona!
Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto ……….. d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.
… dice Pascoli.
La corrente elettrica, l’acqua, il gas si danno per scontati. E nelle aziende tutti danno per scontato che i dati ci siano, che i virus non si prendano… e che l’ADSL “stia su”.
Son diversi giorni che alcune aziende nostre clienti hanno l’ADSL che va a singhiozzo.
E’ facile dare la colpa a mamma Telecom (tra l’altro lo hanno ammesso i suoi tecnici).
Ma forse val la pena fare anche una riflessione: dovevamo insistere di più per una connettività alternativa di backup? Per quasi tre anni non ci sono stati disservizi significativi. Dovevamo insistere? Credo di sì.
E la prossima volta come farò a convincere il cliente a spendere qualcosa in più (per il proprio bene)?
Con chi si è scottato sarà facile (mi spiace ma è così).
E con gli altri? Forse potrei dirgli che da 3 anni e mezzo DiRete paga l’assicurazione antincendio.
E continuerà a pagarla sperando che non serva mai.
NeoOffice pubblicizza Microsoft Office 2007
Come molti nostri clienti sanno, quando possiamo proponiamo l’uso di OpenOffice.org al posto del costoso Office 2007. Spendere soldi quando non serve è stupido.
Sui nostri Mac usiamo NeoOffice (la versione di OpenOffice.org più integrata con il motore grafico Aqua del Mac).
Oggi stavo scaricando la versione 2.2.2 e non ho potuto non notare il banner di Microsoft fa pubblicità ad Office 2007 proprio in casa di NeoOffice. In pratica Bill sta supportando i propri concorrenti. Bravo!
Se non ci credete… ecco le prove!
Il lento cammino di certificazione
Ci stiamo certificando Microsoft. E’ da tanto tempo che lo vogliamo fare e finalmente abbiamo preso il toro per le corna.
E’ proprio il caso di dirlo… Microsoft sembra voler far di tutto per rendere il processo lungo e complesso.
Speravo che lo scoglio fosse la difficoltà degli esami ma c’è anche tanta burocrazia da sbrigare (on line, va bene… ma sempre burocrazia è!) .
Probabilmente Bill è abituato alle grandi realtà (le Enterprise come si dice oltre oceano) e quindi è necessario spaccare il capello sulla sede dell’azienda, le risorse collegate, le referenze ecc. ma qui in Italia avrei preferito una procedura più snella. Soprattutto per realtà piccole come la nostra.
Mi sembra anche di capire che (un po’ come il “bollino” della qualità) ci siano due modi per arrivare alla certificazione: credendoci e… “pagandoci”.
Ovvero: il fatturato di prodotti Microsoft di un’azienda è indice di quanto questa sia brava? Io direi di no: una delle persone più preparate che io conosca sui prodotti Microsoft è Sandro Caniglia (non giudicatelo dal sito! ;)) Quante licenze vende? Pochine, credo.
Una chicca: strada facendo si sono persi anche il codice identificativo MCP di Fabrizio (che è il primo di noi ad essere certificato MS)…