Il blog di DiRete

Collaudo SISCoTEL

Ieri ha avuto luogo il collaudo del Progetto SISCoTEL 2004.

Il portale (che si riferisce in realtà alla versione 2005) spiega bene di cosa si tratta: un progetto finanziato dalla Regione Lombardia che aggrega 11 comuni del basso Garda bresciano per realizzare diverse innovazioni tecnologiche.

DiRete si è occupata di due aspetti e ve ne parlo velocemente.

Abbiamo creato un ambiente privato (c.d. Intranet, con mail, rubrica, calendario, aree di discussione) per ogni Comune ed alcune aree dove tutti i dipendenti dei vari Comuni possono scambiare tra loro buone pratiche (oltre ad una emeroteca virtuale con aggiornamenti normativi). Al riguardo dovrebbe uscire anche una newsletter di Neol (che distribuisce FirstClass in Italia) e quindi non mi dilungo in questa sede.
Per chi non lo sapesse, FirstClass è lo stesso software sul quale si basa dal 1994 la Rete Civica OnDe. Non la conoscete? Malissimo! Correte ad iscrivervi!

L’altra aspetto da noi curato è il portale di cui sopra: è sviluppato con WebHat con la grafica di Doppio Segno e come tale si può modificare molto facilmente. E’ altresì possibile per i dipendenti dei comuni aderenti al progetto modificare le notizie in home mandando una semplice mail. Massimo ed io abbiamo lavorato sui template di FirstClass per estrarre solo il testo necessario ed inserirlo nel template di WebHat con la complicità di Stefano. Un bel lavoro di squadra.

E’ stato un lavoro molto lungo (anche Fabrizio e StefanoBeta ne sanno qualcosa) e l’occasione è buona per ringraziare, oltre ai Sistemi Informativi del Comune di Desenzano, capofila del progetto, tutti gli altri referenti dei vari comuni per la loro collaborazione.

Molto interessante, infine, il lavoro sulla cartografia che hanno realizzato i colleghi di Globo. Chissà che Marco non voglia raccontarci qualche dettaglio in un commento. Han messo in piedi un Sistema informativo territoriale davvero ben fatto.

Chiedo scusa se ho omesso di citare il lavoro di molte persone ma è stato davvero un lavoro molto complesso… ci vorrebbero due blog 😉

Zero Client computing

Il 28 novembre la WYSE Italia ha presentato un incontro di aggiornamento sulla situazione attuale del Thin Computing, sulla transizione verso il Zero client Computing e sul Thin Client Enrichment.

All’evento ho partecipato personalmente: vi presento l’interessante concetto di Zero Client Computing.

La situazione attuale:

Da tempo sistemi come Citrix Metaframe, o i Windows Terminal Services, permettono di migliorare la gestione delle applicazioni ed il loro utilizzo tramite l’accentramento del software sul server.

I PC client di base non forniscono alcun software ma si collegano al server centrale (tramite una sessione ICA o un remote desktop) che distribuisce loro l’ambiente di lavoro completo di tutte le applicazioni.

Vari sono i vantaggi di tale soluzione sia per quanto riguarda il controllo delle applicazioni utilizzabili e delle licenze, sia per quanto riguarda il parco macchine dell’azienda.

Infatti i PC client dovendo eseguire solo un programma di connessione remota possono essere “ridotti” sia nelle risorse di sistema che nelle dimensioni fisiche, permettendo oltre ad una notevole riduzione della complessità un notevole risparmio energetico… e quindi una riduzione dei costi!

L’idea di WYSE:

I THIN client ad oggi utilizzano un sistema operativo specifico ottimizzato per la gestione delle connessioni remote. I sistemi come Citrix permettono invece la distribuzione delle applicazioni; perchè non spingersi oltre creando un sistema che distribuisca anche il sistema operativo stesso?

I Zero client sono apparati di rete senza sistema operativo (S.O.). Questi non dovendo salvare nella memoria flash l’S.O. possono eliminarla abbattendo ulteriormente i costi.

Loro all’avvio richiedono ad un server centrale di trasferirgli via rete il sistema operativo da utilizzare. Si parla quindi di S.O. Provisioning.

Questo però permette anche di assegnare a macchine diverse S.O diversi a seconda delle necessità. Quindi se si vuole, si può modificare il sistema operativo distribuito verso un Zero Client. Al primo riavvio caricherà il nuovo sistema.

La parte interessante è che i due livelli (del sistema operativo e delle applicazioni) sono indipendenti tra loro.

Come funziona in pratica:

All’avvio un Zero client

  1. richiede il suo IP tramite DHCP
  2. si collega (tipicamente via FTP) ad un server che gli scarica il sistema operativo da utilizzare
  3. carica l’SO e quindi apre automaticamente una sessione ICA o remote desktop verso Citrix Metaframe/Terminal Service
  4. L’ambiente remoto gli fornisce solo le applicazioni che gli sono state assegnate.

Le cose sono in realtà molto più complicate. L’ambiente remoto per es. è personalizzato dal server di S.O. provisioning a seconda dell’utente che vi si collega così che tutti gli utilizzatori si trovino virtualmente in un ambiente (SO + applicazioni) proprio… che si trova però fisicamente sul server aziendale… 🙂

Aggiornate le pagine di Eolo

Ho aggiornato le pagine di Eolo aggiungendo il prezzo di installazione, di predisposizione per i condomini e di sopralluogo.

Inoltre ho provato a  spiegare meglio di cosa si tratta. E’ così tanto che ci lavoriamo che avevamo dato un po’ di cose per scontate… Vi sembra chiaro? Dubbi, consigli?

Complimenti, Antonio!

Venerdì Antonio ha superato l’esame Microsoft di certificazione su Vista. Ora si tratta solo di sbrigare gli ultimi dettagli burocratici e dovremmo essere in grado di certificare anche DiRete. E’ stato un cammino molto lungo cominciato con la certificazione di Fabrizio (grazia al supporto di Sandro Caniglia): ridendo e scherzando siamo in ballo da luglio…

Bravi, ragazzi*!

*Quando Fabri si è certificato il blog non c’era…

Mail con tanti destinatari

Messaggio terroristico a fin di bene: quando ricevete una mail con 50 destinatari nel campo A o nel campo CC siete già nei guai.
Perché?!?

Perché tutti i 50 destinatari di quella mail da quel momento in poi conoscono il vostro indirizzo. Basta che uno solo di loro prenda un virus e succederanno le seguenti cose:

  • il virus cattivone spedirà una copia di se stesso agli altri 50 sfortunati
  • il virus manderà i 51 (sì, anche quello del mittente) indirizzi ad un altro brutto ceffo che si divertirà a mandarvi la pubblicità del Viagra o meglio a rivendere il vostro indirizzo ad altri ceffi più cattivi ancora (i famigerati spammer)

Quindi mandare mail a 50 persone usando i campi A o CC non va bene. Lasciando perdere le implicazioni per la privacy, vediamo qual è il modo giusto per farlo.
Basta creare una mail che abbia come destinatari (campo A) voi stessi e nel campo CCN tutti gli altri. (CCN vuol dire Copia Carbone Nascosta – BCC, in inglese).

Il problema è che molti programmi di posta non mostrano il campo CCN. Farlo comparire è semplice:

  • Con Outlook Express: Visualizza -> Tutte le intestazioni [ALT+B]
  • Con Outlook 2007: Opzioni -> Mostra CCN
  • Con FirstClass: Visualizza -> Mostra BCC [CTRL+B su Win, mela+B su Mac]
  • Su Mac, con Mail: Vista -> Campo indirizzo CCN [opz+mela+B]

E su Linux? Beh, se sapete usarlo sapete anche mandare una mail 😉

Per approfondire potete leggere la differenza tra A, CC, CCN (in inglese TO, CC, BCC): ci sono motivi formali oltre che tecnici…

Installazione rimandata… di un paio di giorni

Settimana intensa, pure troppo. E le previsioni del tempo hanno fatto rimandare (invano, si è poi scoperto) l’installazione delle antenne (le famose BTS) centrali tramite le quali si diffonderà il segnale di Eolo. Ma per la prossima dovremmo avere buone notizie. So anche il giorno ma non lo dico per scaramanzia…

Ultimamente una persona mi ha chiesto come mai siamo partiti con un progetto del genere: “Ormai l’ADSL c’è ovunque”. La frase si commenta da sola direbbe chi abita dove non c’è la banda larga. Eolo può essere molto interessante anche per i non digital divisi (“Digital che?!?” leggete cosa è il “digital divide“).

Vi segnalo anche una trasmissione di Report, sull’argomento.

Nei prossimi giorni spiegheremo meglio con qualche esempio…

L’importanza della manutenzione

Questo post avrebbe dovuto essere diverso. Avremmo dovuto parlare di come è stato bravo Marcello Belletti di Logotomica a rendere la nostra vecchia Opel Astra SW un gioiellino. Avremmo potuto parlare di quanto sia stato professionale e cortese il titolare di Gardaincisioni.

Ed invece no, la nostra prima auto aziendale con ogni probabilità ci ha lasciato prematuramente: abbiamo grippato e la riparazione probabilmente sarà troppo dispendiosa per il suo valore economico (che valeva meno degli adesivi, va detto).

Ma il valore affettivo, quello non si può calcolare. L’avevamo battezzata Auto01 sprecando due cifre a voler sottolinerare manie di grandezza, ansia di crescità ma, soprattutto, a voler evitare il millennium bug nella numerazione delle auto. Ed invece siamo qui a piangere sul latte versato. O forse sull’acqua che non abbiamo versato nel radiatore.

Dalla rabbia alla tristezza per un’amica che ci lascia: ora dobbiamo fare tesoro dell’esperienza ed imparare l’importanza della manutenzione dell’auto. E dobbiamo anche ricordarci dell’importanza di una assicurazione che comprenda il carro attrezzi in autostrada.

Come sta il vostro server? Da quanto tempo non lo fate aprire a nessuno per togliere la polvere?
Siete coperti da garanzia? Quanto costerebbe perdere dati ben più importanti di un’Opel Astra del ’98?

Auto 01 ignara del suo terribile destino

Nella foto si intravede Stefano che guarda soddisfatto quanto ERA bella auto01 dopo il lifting.

Direte porta la banda larga sul lago!

DiRete ha stretto un accordo di partnership con NGI per il prodotto Eolo!

Siamo partner tecnici e commerciali, quindi possiamo seguire il cliente dalla A alla Z con tutte le competenze necessarie.

A breve ulteriori notizie, ma già da ora potete contattarci al numero 030 911 18 71 o all’email eolo@direte.it

Per maggiori informazioni visitate la pagina del progetto.

Quant’è difficile fare web …

Direte non è una web agency. Non fa siti web, se non in casi particolari, tipicamente rappresentati da aziende o pubbliche amministrazioni che cercano la soluzione customizzata con più occhio per l’accessiblità e l’usabilità che per le amenità grafiche. I siti del consorzio Conast e del comune di Desenzano del Garda ne sono un esempio, ma anche questo blog ed il nostro sito istituzionale rappresentano piuttosto efficacemente il tipo di lavori che facciamo sul web.

Il motore che sta sotto al sito è, tipicamente, un CMS (Content Management System), ovvero uno strumento di modifica dei contenuti (delle pagine) che da un lato richieda le stesse competenze necessarie richieste dalla realizzazione di un documento word (l’editor è tipicamente molto simile ad un comunissimo word processor), dall’altro consenta l’impaginazione dinamica dei contenuti e la creazione “al volo” delle pagine combinando il contenuto (testo), il template (l’impaginazione grafica) e dati derivanti da moduli dinamici (possono esserlo le news, o i dati prelevati da un qualsiasi database). Un esempio può aiutare: il sito del comune di Desenzano è composto, quanto all’home page, da una parte grafica, un menu testuale e 4 box centrali dinamici generati al volo dal sistema andando a leggere i messaggi presenti in alcune cartelle della rete civica OnDe. Gli operatori comunali incaricati della pubblicazione di notizie e informazioni sull’home page del sito possono, in questo caso, fruire di uno strumento ancor più semplice di editing: l’invio di un messaggio di posta elettronica in una cartella ad accesso controllato. Il risultato è un sito che pubblica il contenuto dei messaggi in tempo reale con un’interfaccia semplice, lineare e, secondo noi, gradevole.

Il CMS è quindi uno strumento interessante, decisamente potente, ma assolutamente inutile se mancano la volontà o le energie necessarie per scrivere i contenuti Come dire: il prodotto semplifica l’inserimento dei testi, ma ancora non ha la capacità di scriverli da sè.

Tornando a noi, e all’approccio al web di Direte:
(altro…)

Perché un blog?

Prima di partire con il progetto del blog ci siamo chiesti se era il caso di farlo, quale era lo scopo.

Inutile dire che parecchia colpa ce l’ha il solito Gigi che un anno fa quasi con la sua serata a tema sul blog ci aveva fatto venire l’acquolina in bocca. Ma i tempi non erano maturi. Il nostro sito faceva pietà e poi, forse, non ci interessava comunicare come invece abbiamo cominciato da qualche tempo a questa parte.

La cosa bella è che ognuno può fare del blog quello che gli pare. Non c’è un ente certificatore (ma se lo inventeranno, son sicuro) che mette il bollino.

Abbiamo pensato che se è vero che su DiRete “puoi contarci” forse è anche interessante stabilire un canale di comunicazione più diretto con i nostri clienti, con chi ci segue da lontano e con chi ancora cliente-non-è-ma-lo-sarà-venghino-siòri-venghino. Scherzi a parte, se ci si conosce meglio si lavora meglio: il blog può aiutare sicuramente.

In questi quattro anni si sono costruitre molte relazioni che sono diventate anche personali e anche questo può essere un buon motivo: (continuare) a coltivare delle relazioni, dunque.

Non sono un lettore accanito di blog ma ogni tanto apro quelli delle persone che mi interessano, mi incuriosiscono e posso rapidamente rispondere alla domanda “Cosa starà combinando Maurizio?

Se riusciremo a rispondere a questa domanda, o meglio, se qualcuno di voi si porrà la domanda… beh, sarà già un risultato.

A tal proposito è successo qualcosa ad auto01… passo la parola al prossimo!