Il blog di DiRete
Nuovi router per EOLO
Come vi accennava Stefano abbiamo cambiato i router per EOLO. Ho approfittato della novità per dare una rinfrescata alla pagina dei router per EOLO (aggiunto il sito con il simulatore del router Linksys WRT54GL-EU e qualche info sul più economico D-Link DIR-300).
Aggiornata anche la pagina sulla configurazione della posta con EOLO:
- c’era un errorino: il limite massimo per la posta in uscita non è 5 MB ma 100MB
- aggiunto un link per chi passa ad EOLO ma ha la casella @libero.it o @tin.it
- aggiunti gli IP dei DNS di EOLO
Segnalazione e commenti sono ben graditi!
XenServer: un’alternativa a VMware
Ieri sono stato ad un evento Citrix organizzato da Ready Informatica su XenServer 5.0 e sulla nuova strategia di Citrix per la virtualizzazione (e per la concorrenza a VMWare).
Di fatto Citrix oggi regala quello che con VMware costa diverse migliaia di euro.
Tempo fa ho parlato di VMware e quindi ero curioso di capire se oggi ha senso scegliere VMware o Citrix.
Provo a riassumere le cose salienti:
- XenServer è l’hypervisor commerciale i Citrix basato sulla versione open source Xen. E’ quindi più stabile di Xen ma con meno funzioni evolute
- XenServer funziona solo con processori x86 a 64 bit (mentre Xen va anche su processori a 32 bit) e per Windows servono processori Intel VT o AMD-V.
- XenServer è più performante dell’analogo di VMware (questo a detta non dei relatori ma di colleghi del pubblico che partecipavano all’incontro). Il carico che “ruba” al processore è del 2-6 % per macchine virtuali Windows e molto meno per macchine Linux.
- La configurazione delle macchine virtuali non è “salvata” nella console come in VMware quindi se si perde la macchina con la console non succede nulla.
- La soluzione Citrix nel complesso è meno matura e manca di alcune funzionalità avanzate che invece VMware offre già da tempo. Ad esempio: il Phisical to Virtual di Citrix lascia ancora a desiderare ed il carico di lavoro non viene ancora spostato in automatico come in VMware (DRS)
- Per contro Citrix permette di gestire meglio l’alta affidabilità integrando software di terze parti (Marathon)
- XenServer è più indicato se poi si vuole usare Citrix (ovvero se si vuole usare quello che una volta si chiamava Access Essential o Presentation Server e che ora si chiama XenApp… ma è molto più complesso di così… :|)
- XenServer è del tutto interscambiabile con Hyper-V di Microsoft (che di fatto è stato sviluppato da Citrix, non da Microsoft). Cambiando l’hypervisor, quindi, la macchina virtuale sopra non si arrabbia
Ora aspettiamo la contromossa di VMware…
Oppure leggiamo un articolo in inglese sulla comparazione tra i vari contendenti.
Dai pacchi all’unpacking
Ho ricevuto da Stefano un link di un’iniziativa interessante e mi sono subito iscritto: l’UNPACKING di SMAU Brescia. (UNPACKING = la piccola libidine nell’aprire un prodotto per la prima volta per vedere come è fatto).
Il programma è piuttosto ricco:
– ci sarà un momento di incontro e scambio di idee con Pierantonio Macola, AD di SMAU, seguirà una concentrata presentazione in anteprima dello studio sulle PMI della Lombardia fatto dal Politecnico
– ci sarà un breve lunch mentre tutt’intorno gli addetti ai lavori montano il tutto
– ci sarà un giro tra l’unpackaging dei vari stand con qualche sorpresa tecnologica presentata in esclusiva ai blogger
Ho visto che tra gli iscritti c’è già anche qualche vecchia conoscenza…
State tonnati (stay tuned ;)) e vi raccontiamo come andrà.
Le catene di Sant’Antonio su Facebook
Facebook è recentemente diventando molto sovrappopolato, Vi sono stati molti membri che lamentano che Facebook sta diventando molto lento. Il record dimostra che il motivo è che ci sono troppi non-membri attivi Facebook. Ci sarà l’invio di messaggi di questo intorno per vedere se i soci sono attivi o meno. Se siete attivi, siete pregati di inviare questo messaggio a 15 altri utenti utilizzando Copia-Incolla per mostrare che siete attivi. Chi non invia questo messaggio entro 2 settimane verrà eliminato senza esitazione per creare più spazio,
Fondatore di Facebook
Marco Zuckerbe
Sicurezza miope!
Oggi ho avuto una piacevole discussione con un’operatore del supporto dedicato alle carte di credito delle BCC (Banche di Credito Cooperativo)
Abbiamo, da sempre, un problema annoso sulle carte di credito di DiRete rilasciate dalla ns. banca: non ci è possibile effettuare più di 6 transazioni al giorno. Alla sesta la carta si blocca e l’autorizzazione viene negata. 6 transazioni vi sembrano tante? Beh, considerando che ci paghiamo i canoni di EOLO al fornitore e che ad oggi abbiamo poco meno di 1.000 clienti (sono circa 6.000 transazioni annue …) fate un po’ voi.
Il provider ci sta portando (lentamente, purtroppo) da carta di credito a RID, ma nel frattempo abbiam provato a contattare l’ufficio sicurezza della nostra banca per chiedere lo sblocco (anche manuale) dopo la sesta transazione ma … non c’è verso.
Quando la sicurezza è miope … rischia di diventare stupida! Mi vengono in mente le parole dell’amico Gigi: “l’unico computer veramente sicuro è … un computer spento e staccato dalla rete”. In effetti …
Ora chiedo a NGI di tornare al baratto … altro che carte di credito insicure! 😉
Attivo il monte Vedetta!
Finalmente è attivo anche il traliccio che va a sostituire/affiancare la Maddalena…
Banda larga in Valtenesi
Sul Bresciaoggi di oggi c’è un trafiletto sulla Banda Larga in Valtenesi.
L’articolo, a firma E.GR. e che riporto qui sotto (cliccare sotto per ingrandire), lamenta la mancata copertura Adsl di alcuni comuni, tra i quali cita Puegnago, da poco coperto da Linkem.
Come potete leggere, il pezzo tende a sponsorizzare Linkem, con la tradizionale modalità operativa in questa zona (il giornale ne parla, indicando il comune come riferimento per tutte le informazioni). Fin qui nulla di strano, ma poi l’articolo tesse le lodi di Linkem e, citando un utente di Manerba, definisce “punitive” le tariffe di altri operatori, come NGI (EOLO) ed EUTELIA (SKYPHO). Il giornalista non commenta le parole dell’utente di Manerba, ma citandole in un certo modo le fa proprie e, allora, vorrei suggerirgli (e lo farò sicuramente via email invitandolo a leggere questo post) di fare due cose:
1) informarsi sul livello di soddisfazione degli utenti Linkem, EOLO ed Eutelia, onde poter comprendere la situazione attuale (un giretto sul forum di antidigitaldivide, associazione no profit terza rispetto a tutti gli operatori è, direi, sufficiente). Scrivere, infatti, che “non tutti sono soddisfatti” di un servizio come EOLO solo per UN lettore che scrive al direttore parlando di tariffe “punitive” e non accorgersi che CENTINAIA di utenti su internet scrivono male di altri operatori perché il servizio è scadente, è vedere la pagliuzza … e non accorgersi della trave.
2) aiutare i lettori ad interpretare le parole dell’utente di Manerba citato, poiché vorrei poter comprendere che si intente per tariffe “punitive”. Chiarisco la mia posizione con una domanda: quanto deve costare 1 Megabit di banda REALE, o 1 Kbit di quella banda MINIMA GARANTITA di cui non trovo traccia nell’offerta di alcuni operatori, per non essere “punitiva”?
Per spiegarci meglio: 1 litro d’acqua minerale quanto deve costare per non essere considerata cara/punitiva?
0,15 centesimi, come in alcuni casi … 0,30, come in altri (l’acqua è un bell’esempio, c’è una forbice mostruosa)
E se … apriamo un negozietto di acqua in bottiglia fresca fresca nel mezzo del deserto del Sahara qual è il prezzo giusto? Sicuramente di più! Certo, un po’ per la legge della domanda e dell’offerta, ma non trascuriamo un elemento importante: portare le bottiglie laggiù e tenerle in fresco costa maledettamente tanto!!!
Portare la banda larga in alcune zone è come portare l’acqua nel deserto: estremamente costoso (non peraltro Telecom non lo fa …)
Non so se ho reso l’idea … ma mi è veramente spiaciuto leggere quest’articolo. Il tema del digital divide è complesso e strategico per il paese, meriterebbe più delle poche righe dedicategli sul giornale e, soprattutto, un livello di sponsorizzazione minore approfondimento maggiore, per il quale, se il sig. E.GR. fosse interessato, sarei a disposizione!

P2P secondo gli utenti
Abbiamo già parlato in una e due occasioni di P2P e di come questo ci abbia fatto perdere molto tempo in spiegazioni con alcuni utenti.
Ne stavo parlando al telefono con Michele Angelo che si diceva contento di EOLO anche sotto questo punto di vista. Gli ho chiesto di buttarmi giù due righe sul suo punto di vista. A scanso di equivoci Michele (o Angelo?) non ha preso la mazzetta. Ci sono anche altri utenti che l’hanno fatto spontaneamente.
😉
Un altro consiglio potrebbe essere quello di provare altri sistemi che non sono P2P ma che servono allo stesso scopo: vi segnalo un link interessante. Fermo restando che dovete sapere cosa si può scaricare legalmente e cosa no. Uomo avvisato…
Segue il contributo (per il quale ringrazio si Michele che Angelo a questo punto ;))
Premetto che sono qua a scrivere questo documento da utente e non da provider, lo passo a Cristiano perchè al telefono discutendo di questo fatto mi ha chiesto gentilmente di prepararlo.
Ripeto io NON rappresento eolo e/o altri.
Il termine peer-to-peer comprende tutte le tecnologie che permettono lo scambio diretto di dati, programmi e documenti tra computer.
Attualmente questo tipo di architettura viene utilizzata soprattutto per lo scambio dei file musicali MP3, reso possibile dal software Napster, mentre altri programmi, come Gnutella trasportano qualsiasi tipo di file.
Il modello peer-to-peer trasforma i computer client, come i terminali di una rete aziendale, da puri e semplici fruitori di servizi in fornitori di risorse. I client, quindi, diventano server essi stessi, scavalcando il sistema DNS e senza usare un indirizzo IP fisso.
Rispetto ai sistemi di scambio classico di file su Internet email o FTP l’utilizzo di un software di scambio di file diretto instaura un collegamento senza intermediari tra il mittente del file e il destinatario. E’ sufficiente connettersi alla Rete e lanciare la funzione di ricerca del software, che si incarica di interrogare il database contenente i file messi a disposizione dei navigatori. Una volta che il software ha identificato su quali terminali al momento connessi si trovi il file desiderato, esso provvede a trasmetterlo al richiedente.
Quindi se per esempio “utente 1” (ha un download speed di 4Mb, che per comodità supponiamo sia effettiva) deve scaricare da “utente 2” (anche lui con una connessione a 4Mb ma con un upload limit di 256kb) un file, non è sufficente pensare che se uno ha un download di 4Mb allora scaricherà a questa velocità perchè “utente 2” non ha la possibilità di uppare il file in rete a quella velocità; ora da “utente 2” oltre che da “utente 1” stanno scaricando file anche altri 9 utenti, bene dividete i 256kb di upload in 10 (25,6) a più di quello non potete scaricare.
Questo per spiegare a tutta le persone che si lamentano continuamente con i provider perchè emule (per non parlare di altri peer to peer) è lento di non lamentarsi sopratutto perchè ora sono pochi quelli che NON bloccano il traffico peer to peer e quei pochi che non lo bloccano sono costretti a ricevere lamentele del tipo “mi avevate garantito una velocità di download e quella voglio avere” oppure “emule non va” etc etc….
La matematica non è un opinione
Capo Danno!!!
Volevate sapere perchè Cristiano l’altra volta non si era fatto vedere?
Si sta preparando a questo! :-)))
Buon Anno a tutti!
Alla regia: Mazzo Telecameramen e supervisione alla fotografia: Marvu
Buon Natale dagli elfi di DiRete!
Io sono quello dietro la telecamera.
😉